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Piano mobilità sostenibile
 

Da qualche tempo in Agenda21Laghi siamo tornati a discutere di mobilità sostenibile. Un tema non semplice in un territorio come il nostro caratterizzato da una bassa densità abitativa, senza grandi direttrici di traffico o nuclei di aggregazione e con un’orografia movimentata.

Tra il 2010 e il 2011 era già stato studiato un interessante piano per la mobilità sostenibile ed è possibile trovarlo nell’apposita sezione del nostro sito. Vi si trova una raccolta di dati molto interessanti ed approfonditi che in sostanza confermano la difficoltà di mettere in atto misure semplici e con un buon rapporto costi/benefici.

Le possibili iniziative proposte al termine del progetto non sono riuscite a trovare applicazione negli anni successivi, principalmente per il costo elevato che avrebbero richiesto.

 

Sono passati diversi anni e soprattutto è cambiata la tecnologia a nostra disposizione. Non solo! Si è amplificata la percezione che alcune cose possono essere condivise, si sta ampliando la sharing economy.

Abbiamo allora cercato di capire come tutto questo si possa declinare nell’ambito della mobilità sostenibile sul nostro territorio e ci siamo guardati in giro.

 

La prima sensazione è che molto si stia facendo per la mobilità dei grandi centri urbani. È naturale che sia così: è lì che si concentrano maggiormente i problemi di inquinamento, traffico e problemi connessi, senza dimenticare che a livello mondiale sempre più persone si stanno spostando dalle campagne alle mega metropoli. Numerosi dunque i sistemi di condivisione di automobili più o meno elettriche e biciclette, anch’esse con aiuto alla pedalata o senza.

Sistemi che però nei nostri comuni probabilmente farebbero fatica a funzionare al meglio proprio per la dispersione su un’ampia superficie dei nodi di interesse ove piazzare i punti di prelievo e rilascio dei mezzi.

 

Ci rimangono allora due alternative. La prima è proprio l’auto elettrica. Il successo inaspettato delle prevendite del nuovo modello della Tesla e il veloce crescere delle immatricolazioni di auto ibride ed elettriche a livello mondiale, seppur con numeri assoluti ancora molto limitati, sembra aver scandito un momento di svolta nel futuro delle automobili. Si tratta però ancora, appunto, di automobili. Cambiamo la fonte dell’energia utilizzata, sicuramente rendendole più sostenibili nella lotta all’inquinamento e ai cambiamenti climatici, ma lasciamo inalterate le difficoltà che il crescente numero di autoveicoli impone alle nostre città e al nostro territorio.

 

Abbiamo ancora una carta da giocare e proviamo a giocarcela. La connettività. Per farlo abbiamo scelto di guardare principalmente a due esperienze. La prima perché si è avvicinata molto a noi. Si tratta di Jungo, l’autostop in chiave moderna e sicura. Alessandro Camporeale è gentilmente venuto a spiegarci di cosa si tratta e come ne stanno avviando la sperimentazione nel luinese. Tra gli allegati trovate la sua presentazione. Il sistema è molto interessante e speriamo possa diffondersi velocemente fino a trovare la massa critica necessaria per il suo ottimo funzionamento.

La seconda esperienza che proviamo ad analizzare è l’app wecity che stimola comportamenti di mobilità sostenibile regalando in cambio dei premi, degli sconti o delle agevolazioni. Interessante anche questa soprattutto per le funzioni di studio complessivo dei movimenti e del territorio, favorendo così l’attuazione di politiche più mirate alle esigenze del cittadino. Anche in questo caso abbiamo usato una breve presentazione fornitaci dall’ideatore della app, che alleghiamo e approfondiremo il suo utilizzo.

Aggiungo che le due esperienze non sono in contrasto tra loro, anzi si possono integrare facilmente.

 

Proprio l’integrazione sarà probabilmente il fattore di successo della futura mobilità sostenibile per territori come il nostro. Non ci sono soluzioni preconfezionate e valide per tutto, ma è necessario crearsi una cassetta degli attrezzi con cui essere in grado di affrontare ogni situazione, anche come riuscire a spostarsi da un luogo ad un altro.

 

 

                                                                                   Luca Colombo

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